Un tribunale saudita ha condannato a 10 e 11 anni di carcere due
attivisti accusati di aver fornito informazioni inesatte ai media
stranieri fondando un’organizzazione in difesa dei diritti umani senza
licenza. Gli attivisti Mohammed al-Qahtani e Abdullah al-Hamed,
fondatori nel 2009 dell’Associazione saudita per i diritti civili e
politici, sono stati condannati rispettivamente a 10 e 11 anni di
carcere. Conosciuta anche con l'acronimo ACRPA, l'Associazione ha
riferito di casi di violazioni dei diritti umani e ha cercato di aiutare
i parenti dei prigionieri politici a liberare i loro cari attraverso
azioni legali contro il governo. Nonostante i ripetuti tentativi di
ottenere una licenza di esercizio, il governo saudita si è sempre
rifiutato di concederne una. Nella lettura della sentenza, il giudice
saudita ha paragonato ACPRA ad Al Qaeda. Alla stregua
dell'organizzazione terroristica di Osama Bin Laden, l’Associazione ha
attivamente sostenuto la disobbedienza al legittimo sovrano del Regno e
ha messo in dubbio l'integrità delle sue più alte autorità religiose.
L'unica differenza tra i due gruppi, ha sostenuto il giudice, è che
al-Qaeda ha predicato la violenza mentre ACPRA no. Il tribunale ha anche
imposto loro il divieto di espatrio per 10 anni dopo aver scontato la
pena. Il giudice ha ordinato lo scioglimento dell’Associazione e la
confisca delle sue proprietà.

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