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martedì 19 marzo 2013

Diritti umani in Arabia Saudita

Un tribunale saudita ha condannato a 10 e 11 anni di carcere due attivisti accusati di aver fornito informazioni inesatte ai media stranieri fondando un’organizzazione in difesa dei diritti umani senza licenza. Gli attivisti Mohammed al-Qahtani e Abdullah al-Hamed, fondatori nel 2009 dell’Associazione saudita per i diritti civili e politici, sono stati condannati rispettivamente a 10 e 11 anni di carcere. Conosciuta anche con l'acronimo ACRPA, l'Associazione ha riferito di casi di violazioni dei diritti umani e ha cercato di aiutare i parenti dei prigionieri politici a liberare i loro cari attraverso azioni legali contro il governo. Nonostante i ripetuti tentativi di ottenere una licenza di esercizio, il governo saudita si è sempre rifiutato di concederne una. Nella lettura della sentenza, il giudice saudita ha paragonato ACPRA ad Al Qaeda. Alla stregua dell'organizzazione terroristica di Osama Bin Laden, l’Associazione ha attivamente sostenuto la disobbedienza al legittimo sovrano del Regno e ha messo in dubbio l'integrità delle sue più alte autorità religiose. L'unica differenza tra i due gruppi, ha sostenuto il giudice, è che al-Qaeda ha predicato la violenza mentre ACPRA no. Il tribunale ha anche imposto loro il divieto di espatrio per 10 anni dopo aver scontato la pena. Il giudice ha ordinato lo scioglimento dell’Associazione e la confisca delle sue proprietà.  

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